Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Sanremo

Collezione Salvie

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Il genere Salvia

Aspetti botanici e fitogeografici

Nell’ambito delle Lamiaceae il genere Salvia viene incluso nella sottofamiglia delle Nepetoideae (Dumort.) Luerss. (1882), tribù delle Mentheae Dumort (1827), sottotribù delle Salviinae (Dumort.) Endl. (1838). Sono state classificate sinora più di 900 specie di Salvia (ciò ne fa il più numeroso nell’ambito delle Lamiaceae), a cui si aggiungono decine di ibridi (di origine naturale o non) e centinaia di cultivars. Le caratteristiche distintive del genere Salvia rispetto agli altri generi delle Lamiaceae risiedono nell’androceo, la parte maschile degli organi sessuali, dove si ha la riduzione a 2 del numero degli stami (rispetto ai 4 tipici della famiglia), la trasformazione dei due stami fertili in strutture a bilancere e la riduzione a 1 sola teca fertile per stame; tali modifiche sono adattamenti evolutivi all’impollinazione incrociata, causata in genere da insetti, ma in America anche da piccoli uccelli.

Il genere Salvia è presente allo stato spontaneo in tutti i continenti eccetto l’Australia (in cui si trovano alcune specie naturalizzate), con diffusione nelle regioni temperate e tropicali dei due emisferi ed escursione altitudinale dal livello del mare a oltre 3400 m.

Sei zone geografiche costituiscono i centri di biodiversità di questo genere botanico: negli stati centro-meridionali degli U.S.A. sono presenti 40 specie (nella sola California ne esistono 17); l’America Centrale ne conta circa 300, anche se è l’area messicana la zona di maggior presenza di taxa; 210 specie sono originarie del Sud-America, 250 dell’area comprendente il Bacino Mediterraneo e l’Asia Occidentale; circa 30 crescono nell’Africa australe, 90 nell’Asia Orientale. In Italia sono spontanee o naturalizzate 18 specie.

 

Utilizzi delle salvie

L’utilizzo da parte dell’uomo ha determinato, nel passato più o meno recente, la diffusione di alcune specie ben oltre il loro areale originario: il più noto esempio è la Salvia officinalis, il cui areale naturale è costituito quasi esclusivamente dalla Penisola Balcanica, ma è attualmente naturalizzata o coltivata in gran parte del mondo nelle zone a clima temperato o di tipo mediterraneo.

L’uso delle salvie è testimoniato da secoli presso molte civiltà e popoli: ad esempio nel Bacino Mediterraneo la S. officinalis è impiegata fin dal tempo degli antichi Egizi per scopi medicinali, mentre il suo uso alimentare è uno degli elementi tipici della cucina mediterranea; la S. miltiorrhiza è utilizzata in Cina da secoli contro malattie cardio-vascolari; i semi di S. columbariae e S. hispanica costituivano un’importante fonte nutritiva per gli Indios americani; l’efficacia curativa della S. africana–caerulea in problemi dell’apparato gastro-intestinale e respiratorio era ben conosciuta dagli aborigeni sudafricani. Nel secolo scorso diverse specie di salvia sono entrate di comune uso nel campo ornamentale, tra cui soprattutto la S. splendens, una delle specie annuali più utilizzate nei giardini come pianta da bordura, e la S. farinacea, il cui impiego si è molto diffuso in Italia nell’ultimo decennio.

Recenti ricerche scientifiche hanno confermato le proprietà terapeutiche di numerose specie presenti nella tradizione etnobotanica, risultando preziose fonti di sostanze antibatteriche, antimicotiche, antivirali, antiossidanti, antinfiammatorie, antitumorali; nuove specie indagate negli ultimi anni hanno evidenziato un potenziale impiego in campo agronomico (come fonte di antiparassitari naturali), alimentare e cosmetico. Soprattutto nel campo ornamentale l’attività di introduzione di nuove specie è stata rilevante, portando alla selezione di varietà e ibridi dalla ricca e prolungata fioritura.

Per quanto riguarda gli utilizzi ornamentali la ricchezza di forme e colori e la variabilità nelle forme biologiche e nell’ adattabilità a diversi ambienti ha permesso di individuare, nell’ambito delle ricerche portate avanti dal CRA-FSO, specie dalle interessanti prospettive come piante in vaso, adatte a cicli brevi e produzioni standardizzate, quali S. greggii, S. microphylla, S. x jamensis, S. patens, S. leucantha, S. roemeriana, S. sinaloensis e S. guaranitica, alcune delle quali comprendono un notevole panorama varietale. Specie di particolare interesse come piante aromatiche, anche eduli, si sono dimostrate S. dorisiana e S. elegans.


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